ETTORE CAMPANA
CHASING THE NEXT ADVENTURE

ettore campana

"Vivere la Montagna per conoscere me stesso"

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ettore campana

COSA FARE DA GRANDE

Andare in montagna significa essere un tutt’uno con gli elementi della Terra, e mentre li esploro, indago anche dentro di me.

Le esperienze di viaggiatore alla scoperta del mondo e le scalate di montagne in solitaria, sono le due più grandi pulsioni di vita, responsabili della mia trasformazione interiore.

Dopo 10 anni di avventure voglio poter coinvolgere le persone di quel che vivo, con l’obiettivo di ispirare e motivare chi mi supporta attraverso progetti avvincenti.

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SU DUE RUOTE

In Canada, nel 2021, mi trovavo circondato da parchi nazionali, animali selvatici ed infinite possibilità esplorative.

Inizio così a sviluppare un nuovo modo di approcciare le montagne, ovvero partendo da casa in bicicletta.

È attraverso gli avvicinamenti in bici che il senso di avventura si è enormemente amplificato, così come l’intensità delle emozioni vissute.

PROGETTI REALIZZATI

ettore campana
CYCLING FOR TREES
SCALO SOGNI ALPI
SCALO SOGNI SUD AFRICA
SCALO SOGNI CAUCASO

Un progetto nato sognando, fantasticando, ispirato dal desiderio di compiere un qualcosa di importante.
Dedicare quest’avventura ai bambini malati di tumore e ricoverati nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Brescia, per trasmettergli valori come la tenacia, la forza e la voglia di vivere.

Nato dal desiderio di mettersi in gioco per il bene del Pianeta, sensibilizzando l’urgenza di un’azione concreta per combattere i cambiamenti climatici.
Progetto supportato da WOWnature e dalla EU Climate Pact, in bicicletta da Brescia a Marrakech con l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare la crescita di una nuova foresta nella Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino.

Il progetto Scalo Sogni riparte con un nuova avventura in Sud Africa.
Dai ghiacci alpini alle selvagge savane africane: il richiamo è quello di esplorare mondi lontani e discoprire terre a me sconosciute.
Anche in quest’occasione, l’obiettivo sociale è stato quello di coinvolgere i bambini ricoverati presso il reparto di Oncoematologia Pediatrica di Brescia.

Il viaggio ha regalato sfide differenti e l'avventura non è mancata: inizierei dicendo che ho trovato condizioni ben diverse da quelle che mi aspettavo: Aprile è stato estremamente anomalo per il Caucaso con temperature praticamente estive che hanno portato allo scioglimento di tanta neve e rendendo così approcci ed avvicinamenti difficoltosi.

PRINCIPALI AVVENTURE

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Nuova Zelanda
2013\2014

Forse in assoluto il viaggio più importante: avevo vent’anni anni e stavo vivendo un’esistenza dominata da frustrazioni e rancore. “Cosa avevo da perdere?
Decido così di partire lontano, nel paese più distante al mondo da casa, per tagliare col passato ed iniziare un nuovo “viaggio” alla scoperta di me stesso.

L’anno vissuto in Nuova Zelanda è stata una delle esperienze più ricche che abbia intrapreso tantè che i suoi benefici li ho realizzati tempo dopo.

Partii con pochi soldi, un inglese mediocre, una misera esperienza lavorativa ma una gran voglia dimettermi in gioco iniziando da subito ad accettare qualsiasi tipo di lavoro: dal lavapiatti, al raccoglitore di frutta, fino al netturbino.

Assieme ad il mio amico Dano, abbiamo vissuto esperienze incredibili, viaggiando per lungo ed il largo tutta l’isola con macchine che cadevano a pezzi ma che ci hanno fatto sentire liberi.
Ci siamo separati, ritrovati, divisi di nuovo ed il fatto di esser da soli dall’altra parte del mondo è stato di grande importanza per entrambi.

Ho imparato a cavarmela, ad essere realmente autonomo ed a risolvere i pasticci nei quali puntualmente mi cacciavo; come litigare con i Maori fino ad esser minacciato ed inseguito, esser cacciato e bandito da ostelli e campeggi per il mio “temperamento caldo” e le mie rispostine non proprio a modo, esser licenziato da un ristorante fast food perché pretendevo il basilico fresco su pizze che sembravano kebab, l’aver bruciato il motore della macchina sotto un diluvio torrenziale mentre si tentava di rianimarla, aver dato fuoco ad un enorme divano durante una festa in campeggio, aver mangiato funghi velenosi nel bosco in mezzo al nulla ed aver vomitato per ore, esser inseguito di corsa per un campeggio da una signora stravagante perché avevo scherzato sui suoi gatti...

Ero ancora un animo indomabile, che non conosceva regole ne mezze misure.

Dopo circa sei mesi dalla partenza, successe un episodio ad una festa che mi fece perder la brocca. Mi ricordo ancora come fosse ieri quel momento: ero furioso perché i francesi mi avevo rubato in casa eme ne ero accorto solo a festa finita.

Ma la rabbia, quando vissuta così intensamente, è un’emozione distruttiva che ti prosciuga dentro, e quasi sempre, quello a rimetterci di più alla fine sei tu.

Uscii sul terrazzino per calmare il mio animo in tormento e restai paralizzato nell’osservare il cielo sopra di me: l’universo era nero come l’abisso e le stelle, come infinite molecole, brillavano lucenti danzanti di vita propria.

Era uno spettacolo senza tempo e le costellazioni erano talmente nitide che sembravano esser state dipinte.

Fu proprio in quella serata che realizzai:

“Come puoi non essere sereno di fronte ad uno spettacolo simile? Di che altro hai bisogno per esser grato alla vita?"

Dovevo cambiare stile di vita, abbandonare vecchie abitudini nocive ed iniziare un nuovo capitolo: da quel giorno, troncai con alcuni vizi adolescenziali ed iniziai a render lo sport il protagonista delle mie giornate.

Fu un momento di svolta, al quale sono tutt’oggi profondamente grato.